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Franco Maria Ricci Editore
Guide impossibili

Crimtartaria

ovvero Governatorato di Tauride, con un'escursione nella steppa dei calmucchi

A cura di Gianni Guadalupi. Testi di Professor Pallas, Edmund Spencer, François de Mély
1986 / 224 PAGINE. Lingua: italiano
La Crimea prima dei russi: i khan tartari, le loro sontuose dimore, harem, razzie e schiavi, le steppe e i giardini di una Costa Azzurra prima islamica e poi zarista.
Appesa alla vasta pianura sarmatica per il sottile peduncolo dell'istmo di Perekop, la Crimea sembra in atto di volersene disperatamente allontanare per navigare verso quel mondo mediterraneo su cui gravitò per millenni. Nota ai greci come Chersoneso Taurico, dal nome degli abitanti, che praticavano l’usanza di immolare a una loro vergine dea degli stranieri ivi naufraganti (sorte cui scampò Oreste sulle tracce di Ifigenia), la penisola si costellò di fiorenti colonie elleniche che si arricchirono instaurando proficui scambi commerciali con gli sciti al seguito delle loro mandrie equine per l’immenso paese fra i Carpazi e il Don. Anche quei barbari allevatori di cavalli cominciarono ad apprezzare i lussi della civiltà, e le loro tombe, colme di oggetti preziosi, fornirono nell’Ottocento di che riempire molte sale dell’Ermitage. Da qui si dipana la storia di questo Paese, raccontata attraverso le mirabili illustrazioni di Peter Simon Pallas, che ebbe modo di attraversarlo verso la fine del Settecento, ritraendone geografia, usi e costumi, oltre che mediante i testi di Pallas stesso, Edmund Spencer, François de Mély, viaggiatori che osservarono quelle terre con occhi vigili e curiosi.